Italia e Cybercrime, nessuno si senta al riparo: il rapporto Clusit 2018

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Il rapporto Clusit sulla sicurezza informatica presentato pochi giorni fa a Milano rivela come il 2017 sia stato l’anno degli attacchi industrializzati su scala mondiale e della definitiva discesa in campo degli Stati come attori della minaccia.

Stando a quanto rilevato dal rapporto, il cybercrime nel 2017 ha raggiunto livelli inimmaginabili: gli attacchi registrati nel 2017 sono stati 1.127 (+7% rispetto al 2016), con un significativo impatto per le aziende in termini di perdite economiche, danni di reputazione e diffusione di dati sensibili. Di questi, il 21% è stato classificato dagli esperti Clusit di impatto “critico”.

La crescita degli attacchi informatici rispetto al 2011, anno del primo rapporto Clusit, è stata del 240% e quello che emerge dall’analisi dei dati è un vero e proprio “cambiamento di fase” nel livello di cyber-insicurezza globale, con interferenze pesanti tanto nella geopolitica e nella finanza, quanto sui privati cittadini, vittime nel 2017 di crimini estorsivi su larghissima scala.

Nello specifico, il Rapporto Clusit 2018 evidenzia il cybercrime come la prima causa di attacchi gravi a livello mondiale (76% degli attacchi complessivi, in crescita del 14% rispetto al 2016); in netto aumento gli attacchi di “information warfare” (attacchi che mirano alla sottrazione di dati, in aumento del 24%) ed il “cyber espionage“.

Gli attacchi finalizzati allo spionaggio industriale ed al furto della proprietà intellettuale, in crescita del 46%.

A tali cifre si aggiungano anche quelle relative ai costi generati dagli attacchi: globalmente, stando a quanto emerso dai rapporti Clusit condotti dal 2011 ad oggi, globalmente le attività legate al cybercrime hanno toccato 500 miliardi di dollari nel 2017. Solo lo scorso anno quasi un miliardo di persone è stata vittima di truffe, estorsioni, furto di denaro e, soprattutto, furto di dati personali, causando ai soli cittadini privati una perdita di 180 miliardi di dollari.

Inoltre, nel 2017 è mutata la tipologia e la distribuzione delle vittime: i c.d. “Multiple Target” sono i più colpiti, a conferma del fatto che nessuno può ritenersi “al sicuro”.

rapporto clusit 2018

 

Sulla base delle cifre globali, gli esperti Clusit stimano che l’Italia nel 2016 abbia subito danni riconducibili al cybercrime per quasi 10 miliardi di euro, valore 10 volte superiore rispetto a quello degli investimenti in sicurezza informatica che ad oggi sfiorano solo il miliardo di euro.

Ancora troppe aziende corrono ai ripari solo dopo aver subito un attacco, e non è questo l’approccio corretto alla security, che dovrebbe essere interpretata come una prevenzione del rischio, al pari dell’approccio che si ha quando si assicura un’auto”, hanno commentato gli esperti Clusit.

Stando a quanto sopra, sarà fondamentale correre ai ripari mediante un’azione preventiva che possa contrastare, ancor prima del verificarsi, attacchi informatici volti alla perdita di ingenti quantità di dati personali e, conseguentemente, di perdite patrimoniali: l’entrata in vigore del GDPR è imminente e le sanzioni del Regulator europeo sono una spada di Damocle per coloro che si troveranno impreparati.

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