Il concept e l’interior design: definizione e tutela - LA&P

Il concept e l’interior design: definizione e tutela

Il concept e l’interior design: definizione e tutela

Cosa si intende per concept e l’esempio interior design

Il concept può essere definito come “l’idea di un prodotto, specialmente informativo, comunicativo o artistico, corredata da indicazioni sulla sua struttura e sull’effetto che si vuole abbia sul pubblico”. In senso lato, il concept costituisce la maniera in cui un prodotto è concepito per comunicare un determinato messaggio. Pertanto, in relazione al brand, il concept può essere costituito da qualunque elemento che renda distintivo il brand, volto a comunicare i valori del business. Un esempio di concept che si sta affermando negli ultimi anni è dato dall’interior design dei punti vendita. Così come un marchio, un colore, uno slogan, un profumo, etc. anche la struttura e l’arredamento dei locali di una firma commerciale posso comunicare ai consumatori un messaggio (il cd “brand image”), rendendo un’impresa facilmente riconoscibile. La proprietà intellettuale consente di tutelare questa pratica di visual merchandising per mantenerne l’unicità e, quindi, la distintività.

Concept

Divieto di concorrenza sleale ex art. 2598

In primo luogo, il proprietario di un interior design può utilizzare gli strumenti che lo tutelano contro le pratiche di concorrenza sleale. Nello specifico, l’Art. 2598 cod. civ. vieta tutte quelle pratiche volte alla creazione di confusione o appropriazione dei pregi o elementi attrattivi di un concorrente.

Per esempio, qualora un business che produce dispositivi elettronici decidesse di creare una catena di punti vendita caratterizzati da grandi tavoli di legno chiaro squadrati, spesse mensole dello stesso legno alle pareti e un largo ingresso squadrato di vetro, molto probabilmente lo scopo sarebbe quello di ricreare nella mente del consumatore i tratti distintivi principali impiegati da Apple per la commercializzazione dei propri prodotti. Da ciò il consumatore potrebbe pensare che il negozio del concorrente sia un rivenditore Apple (confusione), oppure decidere di effettuare un acquisto presso tale concorrente. In questo caso, l’attrazione dei clienti sarebbe data da quei fattori positivi che Apple ha, negli anni e con investimenti, creato nella mente del consumatore e che il concorrente sta impiegando, gratuitamente, per attrarre nuovi clienti (pratica parassitaria). 

Tutela dei disegni e delle opere di architettura

In secondo luogo, la normativa sul diritto d’autore può proteggere un concept. La l. 633/41, Art. 2(5) tutela “i disegni e le opere dell’architettura” garantendo diritti esclusivi di realizzazione economica dell’attrice sul progetto di architettura che, quindi, ricomprende l’interior design. Concordemente, la giurisprudenza (Trib. Milano, n. 11416/2015) tutela il “concept store” (i.e. interior design) in forza del diritto d’autore. Tuttavia, si deve tenere presente che l’opera, al fine di essere tutelabile, deve consistere in una creazione originale che derivi dalla creatività dell’autore. Una maniera per dimostrare che un concept possiede carattere originale e distintivo consiste nella comparazione tra il design in esame e le pratiche commerciali dello stesso settore. Nel momento in cui un interior design risulta essere, nei limiti delle necessità funzionali e strutturali, differente da tutti quelli presenti nel settore di riferimento, questo può essere un’opera meritevole di tutela.
Originalità e creatività sono requisiti richiesti dalla l.633/41, Art. 1, concordemente alla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che dalla decisione C-5/08 in avanti ha, in maniera consistente, affermato il requisito della author’s “own intellectual creation” per la tutela del diritto d’autore.  

L’Interior Design protetto come marchio commerciale

Un interior design può, in aggiunta, essere protetto come marchio commerciale di forma. A livello nazionale (D.Lgs. 10/02/2005, n. 30, Art. 7) e sovranazionale (Regolamento 1001/2017, art. 4) si afferma che possono essere registrati come marchi i disegni (designs) che permettono ai consumatori di distinguere i prodotti/servizi di un’impresa da quelli dei concorrenti nella misura in cui tali marchi possono essere rappresentati nel registro in maniera chiara e intellegibile. Tuttavia, il mero fatto che i requisiti di registrabilità siano rispettati non è sufficiente a permettere ad un segno di essere registrato poiché questo necessita anche di essere distintivo secondo i criteri che sono stati sopra definiti. Per esempio, l’elemento discriminante che ha permesso ad Apple di riuscire a registrare linterior design dei suoi negozi fu la distintività di quest’ultimo.

Il concept tutelato come design o modello

Il concept può anche essere tutelato come design o modello. Concordemente, si possono registrare, tra vari elementi, anche la forma, la struttura superficiale e i materiali (o la combinazione tra questi) di un prodotto, nella misura in cui il disegno sia nuovo ed abbia carattere individuale. Pertanto, non deve esistere un concept precedente che sia identico e l’interior design che si vuole registrare deve suscitare un’impressione nel pubblico che sia diversa da quella di ogni concept precedente. Tali requisiti si potrebbero avvicinare all’idea che già vale per il diritto d’autore e i marchi: il design deve apparire al pubblico come una soluzione diversa e innovativa rispetto agli altri concorrenti nel mercato.

Riassumendo, linterior design gode di buona tutela da parte della proprietà intellettuale nel momento in cui l’ideatore del concept riesca a distaccarsi dalle pratiche comuni del settore e offrire un “prodotto” innovativo e accattivante.

Per ulteriori informazioni, non esitate a contattare lo studio legale LA&P.


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